Home Gli Scrittori Maledetti & Famosi Jaurès - Un articolo inedito su Dio

Chi è online

 5 visitatori online

Cerca all'interno del sito :

E' online

Banner
Il quotidiano diretto da Giuseppe Mazzone.

Sei il visitatore n. :

Newsflash

Vi consigliamo :

Banner
Orazio Longo
"La conquista"
Banner
Rita Marta Massaro
"Infinitami"
Banner
Giuseppe Mazzone
"Ultima stanza a destra"
Banner
Patrizia Vicari
"Gli ospiti dell'antiquario"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Login

Vuoi ricevere regolarmente le newsletter degli Scrittori Maledetti e Sconosciuti? Oppure vuoi inserire un commento ? Registrati.

Sito realizzato da :

Maria Teresa Alì
per
Banner
Professionistisulweb.
Jaurès - Un articolo inedito su Dio

Jean Leon Jaurès (1859-1914)

Un articolo inedito su Dio

 

Tutto quello che vogliamo dire oggi

è che l'idea religiosa, per un momento cancellata,

può rientrare nelle anime e nelle coscienze

perché le attuali condizioni della scienza

le predispongono a riceverla.

Sin d'ora c'è già, se si può dire, una religione del tutto pronta,

e se essa non penetra affatto questo in momento

nel profondo della società,

se la borghesia è piattamente spiritualista

o semplicisticamente positivista,

se il proletariato è diviso tra superstizione servile

o un materialismo feroce,

è perché l'attuale regime socilale è un regime d'abbrutimento e d'odio,

cioè un regime irreligioso.

 

Non è affatto perché si cura degli interessi materiali

che la nostra società è irreligiosa,

come dicono spesso i declamatori volgari e i moralisti privi d'idee.

 

Al contrario, v'è qualcosa d'irreligioso

nella conquista della natura da parte dell'uomo,

nell'appropriarsi delle forze dell'universo per i bisogni dell'umanità.

 

No, quel che è irreligioso è il fatto che l'uomo conquista la natura

assoggettando gli uomini.

 

Non è la preoccupazione del progresso materiale

che storna l'uomo da grandi pensieri

e dalla meditazione delle cose divine,

è l'esaurimento dovuto al lavoro inumano che non lascia,

alla maggior parte degli uomini,

la forza di pensare e neanche quella di sentire la vita, cioè Dio.

 

E' anche la sovreccitazione di cattive passioni,

di gelosia e d'orgoglio,

che assorbono in empie lotte

l'intima energia dei più valenti e dei più fortunati.

 

Tra le provocazioni della fame

e la sovreccitazione dell'odio,

l'umanità non può pensare l'infinito.

 

L'umanità è come un grande albero

tutto ronzante di moscerini irritati

sotto un cielo tempestoso,

e in quel ronzio d'odio,

la voce profonda e divina dell'universo

non è più intesa.