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Mazzone - L'ultima notte prima della fine del mondo

Giuseppe Mazzone

L’ULTIMA NOTTE PRIMA DELLA FINE DEL MONDO

 

L’ultima notte prima della Fine del Mondo.

La raccontano così quelli che l’hanno vissuta,

tramandata: pandemonio di scatenamenti,

vorticose ebbrezze, tumultuosi sfinimenti.

Evviva !

Le giravolte di Violetta raddoppiarono i battiti del cuore,

dilatarono spazi sconfinati, sballarono i sistemi nervosi.

Chi la sfiorò ottenne in cambio una scarica da mantenere per il resto dell’esistenza,

e il signor Lupo non s’avvide degli altri che crollavano,

degli altri che ansimavano,

di Jole trasportata via dai quattro netturbini lamè

perché vomitava ininterrottamente tutta la rabbia in corpo

e gli intrugli trangugiati d’un sol colpo.

Della voragine che s’aprì lasciando infine solo loro,

lui e Violetta soli al centro del cerchio massimo della solitudine

al punto del non ritorno.

Rotolarono i risvolti danneggiando impianti antichi,

sbrodolarono i contorni offuscando le dannate forme,

singhiozzarono le corti,

scampanarono i ruscelli scaraventati su sorgenti,

s’arrampicarono i torrenti.

Nessuno più ebbe paura della Fine: la guardarono un attimo in faccia,

il tempo di captarne l’alito.

 

Violetta svanì con la prima luce.

Lupo infranse il patto e la seguì.

Violetta non salì sulla scalinata sua,

sbalzò sui lastroni in discesa coperti di rugiada.

Lupo scivolò tre volte, scemo.

Violetta al capolinea dell’autobus,

il primo che parte, alle cinque, destinazione aeroporto.

Lupo ingolfato, sbilenco, l’acchiappa per un lembo.

Violetta saluta l’autista, compra un biglietto, uno solo.

Lupo acquista l’abbonamento annuale.

Violetta trattiene il respiro.

Lupo tossisce e sputacchia.

Freddo in quel mattino intenso e profumato.

Violetta impedisce a Lupo di salire sul mezzo messo in moto per il riscaldamento.

Lupo si toglie la giacca e gliel’accosta sulle spalle.

Violetta accetta, si strofina il naso con la manica e sorride.

“Me lo porterò a New York”.

“A New York ?”

“A New York, sì, a New York”.

Il mezzo mosse, e Violetta unica passeggera

salutò agitando la giacca

da cui volarono sigarette, carte, accendino e le chiavi di casa di Lupo.