Home Gli Scrittori Maledetti & Famosi Lessing - Haarmann, storia di un lupo mannaro

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Lessing - Haarmann, storia di un lupo mannaro

 

Theodor Lessing

da

Haarmann, storia di un lupo mannaro

 

...L'assassino depone:

- Non avevo intenzione di uccidere quei giovani.

Capitava sempre che dei ragazzi

mi venissero dietro.

Io volevo proteggerli da me.

Lo sapevo: se mi riprende la luna

mi succede qualcosa.

Mi mettevo a piangere:

“Non fatemi perdere la testa”.

Quando ero su di giri,

li mordevo e mi attaccavo a loro con la bocca

come una sanguisuga.

Tra i ragazzi del Caffè Kröpcke

ce n'erano alcuni che stavano al gioco…

Ci rotolavamo per ore e ore.

Non sono uno che si eccita facilmente.

Negli ultimi tempi, poi,

la cosa si faceva sempre più seria

e spesso pensavo “Mio Dio, come andrà a finire?”

M'avventavo sui ragazzi con tutto il corpo.

Alla fine, loro erano distrutti da quella frenesia.

Stringevo tra i denti il loro pomo d'Adamo

e intanto li strangolavo,

li strozzavo con le mie mani.

Poi m'accasciavo sul cadavere.

Dopo mi facevo un caffè nero.

Stendevo il morto sul pavimento

e gli coprivo la faccia con un panno.

Così non sta lì tanto a guardarti.

Gli squarciavo il ventre con due tagli

e buttavo i visceri in un secchio