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La vita è un sogno

La vita è un sogno

…SIGISMONDO.

Se niente

mi avessi dato,

non mi lagnerei così;

ma una volta dato, sì,

perché poi

me l’hai negato;

e se il dare fu l’azione

più nobile e singolare,

nulla è basso

come il dare

se si muta

in negazione.

BASILIO.

Così mi ringrazi di farti

da un umile prigioniero

un principe?

SIGISMONDO.

Se lo ero

perché debbo ringraziarti?

Tu, tiranno del mio io,

se sei vecchio

e stanco ormai

e se muori, che mi dài,

mi dài più

di quel che è mio?

Sei mio padre,

e sei il mio re;

e perciò chi mi procura

tanta gloria, è la natura

per le leggi

che ha con sé.

E cosciente del mio stato,

obbligato non ti sono;

potrei esigere perdono

del tempo

che mi hai rubato

libertà, vita e onore:

per cui tu ringrazia me,

se non ti rammento che

in realtà, sei debitore.

BASILIO.

Sei un barbaro selvaggio!

Il cielo aveva ragione

e lo prendo a testimone

del tuo tracotante oltraggio.

Ma se in te c’è la certezza

d’un pensiero senza errori,

se per esso, ormai, t’adori

in un luogo di grandezza,

sii più umile e modesto;

d’avvisarti sto cercando

che tu, forse, stai sognando

e ti credi d’esser desto

(Esce)

SIGISMONDO.

Come, un sogno

mi fai dono

dello stato in cui mi vedo?

No, non sogno,

tocco e credo

quel che ero

e quel che sono.

E se pure ora ti penti,

più rimedio non avrai;

so chi sono, e non potrai,

coi sospiri e coi lamenti,

rifiutarmi d’esser nato

erede di questo regno;

e se un altro, avverso segno,

mi voleva imprigionato,

fu perché

ignorai quale era

la realtà, ma esperto sono

di chi sono, e so che sono

un composto

d’uomo e fiera…

 

Calderon de la Barca

(dall’atto secondo

de La vita è sogno)