Home Gli Scrittori Maledetti & Famosi Gurdjieff - La digestione del derviscio

Chi è online

 48 visitatori online

Cerca all'interno del sito :

E' online

Banner
Il quotidiano diretto da Giuseppe Mazzone.

Sei il visitatore n. :

Newsflash

Vi consigliamo :

Banner
Orazio Longo
"La conquista"
Banner
Rita Marta Massaro
"Infinitami"
Banner
Giuseppe Mazzone
"Ultima stanza a destra"
Banner
Patrizia Vicari
"Gli ospiti dell'antiquario"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Login

Vuoi ricevere regolarmente le newsletter degli Scrittori Maledetti e Sconosciuti? Oppure vuoi inserire un commento ? Registrati.

Sito realizzato da :

Maria Teresa Alì
per
Banner
Professionistisulweb.
Gurdjieff - La digestione del derviscio

Georges I. Gurdjieff

La digestione del derviscio

(Incontri con uomini straordinari)

 

Era l’ora di cena.

Un discepolo portò il pasto del derviscio:

un po’ di riso dentro una zucca.

Continuando a conversare

il derviscio iniziò il suo pasto.

Aprimmo le nostre sacche da viaggio

e facemmo lo stesso,

perché era sin dalla mattina presto,

quando ci eravamo messi in cammino,

che non mangiavamo.

Devo dire che io a quell’epoca

ero un fervente seguace dei famosi yoghi indu’,

e seguivo alla lettera

tutte le indicazioni dello Hata Yoga.

Quando mangiavo,

cercavo di masticare con grandissima cura.

Perciò, mentre tutti gli altri,

compreso il derviscio,

avevano finito da molto tempo

il loro modesto pasto,

io continuavo ancora a mangiare lentamente,

cercando di non inghiottire un solo pezzettino

senza averlo masticato secondo le regole.

Il vecchio lo notò e mi disse:

- Mi dica giovane straniero,

perché mangia in quel modo?

Restai così sinceramente sbalordito

nell’udire questa domanda,

che mi sembrava strana

e che non deponeva a favore della sua sapienza,

che non mi venne neppure voglia di rispondere.

Stavo pensavo che avevo proprio fatto

una deviazione inutile per incontrare un uomo

con cui non valeva davvero la pena

di intrattenersi seriamente.

Lo guardai negli occhi

e provai per lui non so se pietà o vergogna,

ma gli risposi in tono saccente

che masticavo accuratamente il cibo

perché fosse meglio assimilato dall’intestino;

e avvalendomi del fatto ben noto

che il cibo digerito in modo soddisfacente

porta all’organismo una quantità maggiore

di calorie indispensabili

per lo svolgersi di tutte le nostre funzioni,

riassunsi in poche frasi

tutto ciò che avevo attinto da libri sull’argomento.

Il vecchio scosse la testa

e, con profonda convinzione,

pronunciò lentamente la sentenza seguente,

celebre in tutta la Persia:

“Uccidi, o Signore,

colui che, pur non sapendo nulla,

ha l’ardire di insegnare agli altri

la via che conduce

alle porte del Tuo Regno”.

In quel momento,

Sari Oglè gli fece una domanda.

Il derviscio vi rispose brevemente,

poi, voltandosi di nuovo verso di me (…) disse:

- … Se vuole sapere la mia sincera opinione,

per acquistare salute o qualsiasi altro vantaggio,

ha scelto il mezzo peggiore.

Masticando il cibo con tanta cura,

riduce il lavoro del suo stomaco.

Adesso è giovane, e tutto funziona bene.

Ma lei abitua il suo stomaco a essere pigro,

e man mano che invecchierà,

i suoi muscoli a poco a poco si atrofizzeranno

per mancanza di esercizio naturale.

Ecco ciò che di sicuro accadrà

se si atterrà al suo sistema di masticazione.

Lei sa che con l’età i nostri muscoli

e il nostro intero corpo si indeboliscono.

Ma lei, in vecchiaia,

oltre a questa debolezza naturale

ne avrà un’altra ancora,

che avrà coltivato lei stesso

abituando il suo stomaco a non lavorare.

Può immaginare i risultati!

Occorre fare il contrario.

Non solo non bisogna masticare il cibo con cura,

ma alla sua età è addirittura meglio

non masticare affatto,

bisogna inghiottire dei pezzi interi,

ingoiare se possibile delle ossa

per far lavorare lo stomaco.

Si vede bene che quelli che le hanno consigliato

questa masticazione,

come quelli che scrivono libri su questo argomento,

hanno sentito una sola campana

e non hanno cercato oltre…