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Dino Buzzati - Un Amore
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…Che ragazza gli avrebbe preparato, quel pomeriggio, la signora Ermelina? Si guardava bene da un eccessivo ottimismo, è così difficile imbroccare nel proprio tipo, certo dalla signora Ermelina, grazie a Dio, c’erano sempre maschiette fresche, se non altro la giovinezza dei corpi.

In fondo, pensava, se Ermelina gli avesse fatto venire la Britta, non sarebbe andata male. Erano mesi che non faceva l’amore con la Britta. La Britta non conosceva rilasciamenti sentimentali, ma in letto non faceva storie. Quel corpo biondo, sodo, liscio, elastico. Senza un pelo neppure nell’inguine. E sì che lui in genere le bionde non le poteva soffrire neppure se false. Ma la Britta aveva la compattezza provocante di una foca giovanetta. Quando alzava le braccia, le ascelle si offrivano, spalancati fiori, rosee, lisce, umide, tiepide, senza un’ombra, un tenero rigonfiamento sporgeva persino un poco, tanta era la giovinezza.

Guardò il proprio scrittoio con sopra una confusione di libri, di fascicoli, di carte, i segni del lavoro.

Lavorava in pieno la città, a quell’ora, sopra, sotto e intorno a lui, nella medesima casa uomini come lui lavoravano, e nella casa di fronte lavoravano e nella casa vecchissima via Foppa che si intravedeva in uno squarcio tra le case, e dietro ancora, nelle case invisibili e piu’ in là, piu’ in là, nella caligine, per chilometri e chilometri, lavoravano. Carte, registri, moduli, telefonate, quietanze, mani ingombre di penne, di arnesi, di matite, intente a una vite, a un incastro, a un’addizione, a un innesto, a una saldatura, a un estratto conto, a un fissaggio, sterminio di formiche assetate di benessere eppure i loro pensieri oh, gli veniva da ridere, tutto intorno, per i chilometri e chilometri suddetti, pensieri simili ai suoi, sconci e squisiti, per la misteriosa voce che chiama alla propagazione della specie, trasumanata in vizi strani e brucianti, perché mai nessuno aveva il coraggio di dirlo? Pensieri di lei, di lei, di quella bocca speciale, di quelle labbra fatte in certo modo, di una prospettiva di muscoli tesi, ricordi?, morbidi e fluidi, in una curvatura diversa da tutte le altre, di una piega, di una pienezza, di una concavità, di un caldo, di un umido, di una cedevolezza, di uno sprofondamento, di un abisso cocente. E i giornali parlavano di irrigidimento sovietico, interpellanze alla Camera per l’Alto Adige, assicurazioni di Nenni circa l’autonomia del Psi, incendio del cinema Fiamma, crisi della giunta regionale siciliana, che pazzesca buffonata…

Dino BuzzatiUn Amore