Home Versi/di/Versi La strana leggenda

Chi è online

 56 visitatori online

Cerca all'interno del sito :

E' online

Banner
Il quotidiano diretto da Giuseppe Mazzone.

Sei il visitatore n. :

Newsflash

Vi consigliamo :

Banner
Orazio Longo
"La conquista"
Banner
Rita Marta Massaro
"Infinitami"
Banner
Giuseppe Mazzone
"Ultima stanza a destra"
Banner
Patrizia Vicari
"Gli ospiti dell'antiquario"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Login

Vuoi ricevere regolarmente le newsletter degli Scrittori Maledetti e Sconosciuti? Oppure vuoi inserire un commento ? Registrati.

Sito realizzato da :

Maria Teresa Alì
per
Banner
Professionistisulweb.
La strana leggenda

La strana leggenda

La Strana

Leggenda

della Fanciulla

nella Torre

 

E la fanciulla fu chiusa

dentro una torre…

Che fai fanciulla

che te ne stai seduta

e sorridi?

Penso ai tempi

di dieci anni fa:

allora l’ho incontrato

Lo ricordi ancora?

Lo ricordo ancora

 

E il tempo passa…

 

Che fai fanciulla?

E perché

te ne stai lì seduta

e sorridi?

Ricamo

su un panno

il nome di lui

Il nome di chi?

Di colui

che ti rinchiuse?

Sì, di lui

che incontrai

vent’anni fa

Lo ricordi ancora?

Lo ricordo

come prima

 

E il tempo passa…

 

Che fai, prigioniera?

Divento vecchia

e non vedo più

a cucire

e raspo la calce

dal muro

con questa calce

impasto una brocca

un piccolo dono

per lui

Di chi parli?

Del mio amato

di colui

che mi chiuse

in questa torre

E tu sorridi perché

ti rinchiuse?

Penso a ciò

che ora dirà

ecco… ecco… dirà

la mia fanciulla

m’ha mandato

una piccola brocca:

in trent’anni

non m’ha mai

dimenticato…

 

E il tempo passa…

 

O prigioniera

te ne stai

seduta costì

e non fai nulla

e sorridi?

Divento vecchia…

vecchia…

i miei occhi

sono ciechi

non posso

che pensare…

A colui

che hai incontrato

quarant’anni fa?

A colui

che incontrai

quand’ero giovane

saranno forse

quarant’anni

Ma non sai

ch’è morto?

Vecchia

tu impallidisci

non rispondi

le tue labbra

sono bianche

non respiri più…

 

Knut Hamsun

Pan – L’estrema gioia