Home Archivio frasi scrittori Bruce Chatwin – Le Vie dei Canti

Chi è online

 52 visitatori online

Cerca all'interno del sito :

E' online

Banner
Il quotidiano diretto da Giuseppe Mazzone.

Sei il visitatore n. :

Newsflash

Vi consigliamo :

Banner
Orazio Longo
"La conquista"
Banner
Rita Marta Massaro
"Infinitami"
Banner
Giuseppe Mazzone
"Ultima stanza a destra"
Banner
Patrizia Vicari
"Gli ospiti dell'antiquario"
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Login

Vuoi ricevere regolarmente le newsletter degli Scrittori Maledetti e Sconosciuti? Oppure vuoi inserire un commento ? Registrati.

Sito realizzato da :

Maria Teresa Alì
per
Banner
Professionistisulweb.
Bruce Chatwin – Le Vie dei Canti
Valutazione attuale: / 3
ScarsoOttimo 

 

Prima di venire in Australia parlavo spesso delle Vie dei Canti, e a tutti veniva sempre in mente qualcos’altro.

Sono come le ley-lines?, chiedevano, riferendosi agli antichi cerchi di pietre, ai menhir e ai cimiteri disposti in fila da un capo all’altro della Britannia. Sono lì da tempo immemorabile, ma visibili soli a chi ha occhi per vedere.

Ai sinologhi venivano in mente le “linee di drago” del feng-shui, la geomanzia tradizionale cinese. Quando parlai con un giornalista finlandese, mi disse che i lapponi hanno “pietre canore”, anche quelle disposte in modo da formare delle linee.

Per alcuni, le Vie dei Canti somigliavano all’Arte della Memoria alla rovescia. Nel suo splendido libro, Frances Yates c’insegna che gli oratori classici, da Cicerone in poi, e anche prima di lui, costruivano giganteschi edifici mnemonici: associavano le parti del loro discorso a elementi architettonici immaginari e poi, dopo aver percorso mentalmente ogni architrave e ogni colonna, riuscivano a imparare a memoria discorsi di lunghezza colossale. Gli elementi venivano chiamati loci, “luoghi”. Ma in Australia i loci non erano una costruzione mentale, ma eventi del Tempo del Sogno, e in quanto tali esistevano da sempre…

Bruce ChatwinLe Vie dei Canti