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I finimenti dei Portacolori

I finimenti dei Portacolori

I finimenti dei Portacolori erano esausti,
perdevano vernice da ogni parte,
macchiavano a loro modo l’universo
per un guasto meccanico, una mela marcia;
ad ogni modo non era stato previsto
e l’effetto buffo dilagava, dilatava

Giunsero dei messi impennacchiati
chiamati apposta da una luna blu,
tecnici speciali, incorporati,
capaci di sbalzare le transenne
ma non potevano capire, non capirono:
rimasero in mutande gialle
smarrito tutto il resto al gioco dello sblu
E il colore si spandeva, si spandeva,
la signora del piano di sotto ne fece una provvista
perché nella vita non si sa mai

I rimasugli arcani innaffiarono le piante…
si spandeva, si spandeva…
correggeva guasti, straformava pericoli
Le autorità avvertite arrossirono
Le inutili facezie quotidiane, i riti,
quanto poi ai misteri, si trovarono imbiancati
inseguiti sul greto del cocuzzolo
da donne accoltellate

Il destino vanificò, svanì
Le strade stesse, la retta via,
l’unica verità depositata,
il senso del colmo della misura

Non ti fare male a presentare il giorno