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Penna stilografica

Penna stilografica

Per favore, ridatemi

la mia vecchia stilografica

nera e verde

i miei vecchi umori

i miei vecchi amori

fatemi innamorare

almeno una volta ancora

non prendetemi in giro

vi prego

non consideratemi superato

ancorato orchestrato

spiegatemi semmai perché

tutti siete in grado di spiegare

mi rivolgerò al fruttivendolo

allo scienziato al poeta

all’amico ubriaco ubriacone

al lustrascarpe al venditore di lacci al…

inutile che ti mangi le unghie

che non sai che dirmi e come dirmi

e tutto il mondo sa

e io solo non ho capito

posso anche accarezzare i tasti

cosa cambia?

posso usare la vanga

sprofondare nella notte

rintanarmi in tane ben assestate

spuntare dal fondo della terra

dalla parte bassa

che nessuno ci ha provato cosa conta

spietato dev’essere il guerriero

sino a uccidere se stesso

ma anche qui c’è qualcuno

che ti controlla il margine

e se manca un puntino in meno

e se è in meno perché manca

siamo proprio sicuri

che il puntino sia giustificato

evidentemente appartiene

a questo ignobile spettacolo

di mancamenti di mancanze

di lagnanze

punti esclamativi pittori a Urbino

disperati col telefonino

nell’attesa che qualcuno chiami

gente che parla col corpo

abissi

camminare

donne nagual

impeccabili

il salto è triplo solo quando ti pare

il guscio è doppio il gruzzolo sopito

le vendemmie accarezzate

le vergogne inacidite

le lagnanze ammutolite

ridatemi la mia vecchia stilografica

i miei vecchi umori i miei vecchi amori

o almeno un amore ancora una volta sola

 

Drago Rosso