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Ballata di Natale

Ballata di Natale

Quel Natale

a Mandalary City

non erano venuti

angeli

e lui uccello

di rapina

forestiero

che si trovò

a sbarcare lì

come spesso accade

soltanto

per puro caso

nel suo dolce

disperato perenne

peregrinare

da ebreo errante

di porto in porto

senza meta ambita

e già col cuore

oltre gli originari confini

nonché tutto teso

alla ricerca della mitica

Fessura tra i Mondi

(per poi

andarsene per sempre

mano nella mano

per altri universi)

era stato ingaggiato

per due settimane

da un pasticcere ebbro

che lo convinse

che un presepe

di gianduia e panna

senza angeli

di pastafrolla

è una frana

come chessò

una chiesa

senza la campana

con tanto

di puttana attorno ...

e che pertanto

anche un vecchio sacco

di penne grigie

e cuoio scuro raggrinzito

scarnificato e zeppo

d’ossa e vento

poteva andar bene

per risollevare

nel corso dell’Ultimo Cenone

il morale

generalmente cupo

della gentaglia canaglia

di quella spaventosa

città ventosa

spersa come il ripieno

d’un cannolo alla ricotta

tra le cosce sputate

spalancate dello Stretto...

e tutto questo perché in fondo

per evitare l’ennesimo inatteso

ininfluente Grande Choc

sarebbe stato sufficiente

piazzargli sulle spalle

un paio d’ali finte

di gabbiano autentico

e poi appiccicarlo

alla trave della stalla

con lo scotch...  

Corrado Lauretta